Non tutti gli approcci psicoterapeutici possono vantare lo stesso livello di efficacia, ed è giusto che chi si orienta verso una psicoterapia si ponga domande sulla metodologia del professionista al quale si affiderà, prediligendo un approccio scientifico e basato sulle tecniche più efficaci per la risoluzione di una determinata sintomatologia.

In linea con la tradizione che deriva dalla terapia del comportamento, la scelta metodologica di questo studio di psicoterapia è quella di privilegiare le prassi scientifiche ed empiricamente accertate come efficaci sulla base di una solida ricerca di base. L’approccio terapeutico si configura in altri termini come evidence-based ed in linea con le raccomandazioni e le linee guida internazionali che individuano nella Terapia cognitivo-comportamentale il trattamento elettivo per la maggior parte dei disturbi psicologici e dei problemi di comportamento.

Vi è alla base una filosofia pragmatista, che pone l’enfasi sulla individuazione e misurazione delle variabili che causano il problema o che contribuiscono a tenerlo in vita, nonché misurazione in termini di raggiungimento degli obiettivi di cambiamento che il paziente si pone.

In opposizione agli approcci di tipo “consolatorio” o “discorsivo” basati sullo sfogo e sull’interpretazione, la terapia cognitivo-comportamentale mira ad una attiva acquisizione di abilità da parte del paziente, che diventerà quindi più capace di fronteggiare le situazioni di stress o di sofferenza emotiva.

In perfetta sinergia con l’approccio cognitivo-comportamentale, il trattamento si ispira anche alla prospettiva di genere, attenta alle determinanti sociali, culturali ed educative che hanno un impatto sugli aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali delle donne e degli uomini in quanto tali.